HUMANUS / la legge del cuore

"Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie”. La metafora di Ungaretti, si adatta alla nostra condizione di paura, indifferenza, confusione. Guerre, epidemie, cultura della cancellazione, la relazione con la morte e la sofferenza alla quale è stata sradicata la speranza e la trascendenza, ci conducono in aree di vita dove il disagio mentale e animico si fa sempre più diffuso e dilagante. In una società individualistica, mercantile, la nozione di felicità è declinata in termini di successo personale, economico e di consumo. Bisogna tentare di invertire la rotta.
Anche nella prima enciclica di Leone XIV emerge un profondo e tempestivo atto di discernimento spirituale, antropologico e sociale, in cui si affronta la rivoluzione algoritmica non rifiutandola ma ponendo una domanda centrale: come preservare l’essenza, la dignità e la relazionalità dell’essere umano di fronte a una tecnologia capace di replicare e talvolta direzionare il pensiero e le decisioni umane.
Humanus”, il Recital di Marina Coli, dedica alla legge del cuore il suo riverbero come balsamo ai continui disumani eventi del nostro tempo, immersi nella menzogna e abitati dalle tenebre.
Nell’alternarsi di liriche, canto e una prosa di particolare prospettiva sul mito di Antigone, si accede a una riflessione che non si può rimandare. Un’occasione di ascolto collettivo sul valore umano, entrando in comunione con la propria interiorità, per contattare l’essenziale capacità di discernimento come piattaforma di una rivoluzione di paradigma affinché dall’orizzonte non svanisca la vita. Antigone è un mito che attraversa più di due millenni e la cui presenza nella storia della civiltà occidentale è pressoché ininterrotta.
Lontani dal cammino del cuore, dello spirito, vediamo cosa può succedere agli esseri umani: menzogne, torture e assassinii di inermi, tradimenti, crudeltà.
Lontano dallo spirito c’è il collasso della Civiltà. Questo ha sempre insegnato e oggi più che mai insegna Antigone.
...il cuore, però, bisogna tenerlo in alto, bisogna sollevarlo perché non sprofondi (…), e seguirlo quando l’oscurità lo avvolge (…), e giungere con lui nella stanza segreta in cui la luce si accende e scoprire che nulla ha valore se ci manca il coraggio…” ci racconta la mitica fanciulla dalla sua tomba nella quale non muore, in contrasto al personaggio sofocleo, bensì si innalza oltre il male e rivive nel segno del cuore. (Marina Coli)
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Il debutto di “Humanus” è avvenuto nella cornice carica di significato della Pietra di Bismantova, a Castelnovo né Monti, nell’intimo anfiteatro del Centro Laudato Sì, con successiva replica nella Pieve di Sant’Andrea, al Castello di Carpineti, grazie all’organizzazione del Gruppo Storico Il Melograno di Carpineti. Da qui lo slancio a continuare il cammino di Antigone nei luoghi sacri, carichi di spiritualità e storia che punteggiano il nostro Appennino, nelle caratteristiche Pievi site in borghi e frazioni della montagna, perché la forza delle pietre che costituiscono questi luoghi componga un più ampio afflato alle parole di “Humanus”.
Le antiche chiese rurali scelte, sorte tra il IX e il XII secolo, durante l’egemonia dei Canossa, servivano comunità sparse sui territori montani e, con questa piccola rassegna teatrale, si vorrebbe contribuire all’uso delle stesse per scopi culturali e artistici, che insieme alla più nota e ormai pluridecennale rassegna musicale “Al Chiaro di Luna in Appennino – Suoni tra Sacro e Natura” (promossa da Unione Montana dei Comuni dell’Appennino Reggiano) e al più recente NonFestival “L’uomo che cammina” (promosso dai Comuni di Castelnovo né Monti, Vetto e Baiso, in collaborazione con il teatro Bismantova e con il patrocinio del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano), favorirà la loro apertura al pubblico, nell’intento di aggregare, come in un pellegrinaggio particolare, genti desiderose di condividere momenti meditativi ed educativi.
Marina Coli rivolge un ringraziamento a Don Giovanni Ruozi della Parrocchia Santa Maria Assunta di Castelnovo né Monti, per la gentile disponibilità e apertura verso il progetto ”Humanus” che, quasi a definire un ponte ideale tra territorio montano e città, toccherà il 25 giugno la Chiesa dei SS Carlo e Agata - altro luogo di alto rilievo spirituale e storico - nell’edizione curata dall’Associazione Flag no Flags Contemporary Art in collaborazione con l’Ufficio Beni Culturali e Nuova Edilizia di Culto della Diocesi di Reggio Emilia e Guastalla.

CALENDARIO DEI RECITAL
Domenica 21 giugno – ore 21 Pieve San Prospero, VOLOGNO 
Giovedì 25 giugno – ore 21 Chiesa SS Carlo e Agata, Via San Carlo RE
Domenica 19 luglio – ore 21 Pieve SS Filippo e Giacomo, FRASCARO
Domenica 23 agosto – ore 18:30 Pieve San Lorenzo, ROSANO
Domenica 13 settembre – ore 17:30 Pieve San Apollinare, GINEPRETO

Marina Coli è un’artista poliedrica, multiforme, che unisce il talento per la fotografia, la musica e il canto alle capacità registiche. Dopo il trasferimento da Bolzano a Reggio Emilia, avvenuto nel 1997, continua gli studi del canto in lingua Yiddish, approfondendone gli aspetti linguistici e musicali. L'attività canora, iniziata da giovanissima con il Maestro Giuliano Tonini di Bolzano, è maturata con l'aiuto di Navid Mirzadeh, cantante, musicista e ricercatrice, con Elisa Benassi, specializzata in psicofonia, con il contributo metodologico dell'Istituto MOD.A.I. (modello acustico interagente con il sistema neurosensoriale) di Torino, che applica in Italia il metodo funzionale dell'Istituto Lichtenberg di Darmstadt e con il sostegno del maestro Gianfranco Boretti di Reggio Emilia. Laureata in Scienze dell'Educazione, conclude il suo percorso con la tesi “Il rapporto educativo in psichiatria. La fotografia: una pratica educativa”. Come narratrice si è sono formata con attori e registi quali, Ascanio Celestini, Moni Ovadia, Franco Lorenzoni, Gigi Tapella, Monica Morini, Giuliana Tavoni, Roberto Anglisani e Francis Pardeilhan tra gli altri. Da molti anni opera come educatrice-artista in ambienti sociali diversi, promuovendo e conducendo progetti di socializzazione e valorizzazione delle diversità, mediante il teatro ed il canto.