MONOCHROMATIC LIGHT: REINSTATEMENT. CONCERTO

Daniele Nasi, Giancarlo Patris, Massimo Santini

L’esecuzione delle composizioni di 30’ complessivi è prevista nel contesto del progetto “Monochromatic light: reinstatement” riferito alle opere di Anne Appleby, Lawrence Carroll, Timothy Litzmann, Winston Roeth, David Simpson, Phil Sims e Ettore Spalletti, allestite nella Chiesa reggiana dal 7 novembre al 7 dicembre 2025, di cui resta traccia indicativa in un’opera video di Sara Fabbiani che sarà visibile nella serata.
Il concerto si svilupperà in sette momenti, più uno conclusivo, in cui le composizioni omaggeranno gli autori nel tentativo di ricreare, attraverso il medium musicale, quelle particolari vibrazioni che trascendono la materialità nell’esperienza di una rinnovata sensibilità già resa possibile dalla fruizione dell’opera pittorica.
Gli elementi compositivi e le tecniche impiegate nelle diverse tele diventano così ispirazione per la composizione dei sette momenti musicali; al contempo la musica si misura con gli spazi architettonici ed i suoi riverberi e rimbalzi nel tentativo di determinare un’opera complessiva frutto di un dialogo possibile tra architettura, pittura e musica.
Come le tele sono state infatti scelte per la particolare relazione che potevano esprimere nel contesto architettonico ideale della Chiesa, allo stesso modo le trame musicali sono pensate e verranno proposte nell’occasione per lo spazio in cui verranno eseguite.
I suoni dei tre strumenti e l'intreccio degli stessi saranno usati per ricreare diversi strati di colore, strutture e pennellate, a volte definite, a volte ambigue, così da richiamare le suggestioni date dalla visione delle opere nel medesimo spazio di forte spiritualità totalmente preposto alla meditazione.
Il concerto si concluderà con un brano che, pur racchiudendo tutti gli elementi citati in precedenza, si risolverà in una riflessione dedicata – nelle linee generali – alla poetica dell’espressionismo astratto e più in particolare alle intuizioni di Mark Rothko in merito alla centralità del dialogo necessario tra l’opera pittorica e il linguaggio architettonico nella ricerca e nella esperienza della dimensione spirituale dell’arte.


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